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Si riporta l'articolo di Marco Alfieri pubblicato da Linkiesta, perchè si ritiene che i suoi contenuti siano del tutto condivisibili e coerenti con le note di commento apparse su questo blog all'articolo di Galli Della Loggia su Il Corriere della Sera, sebbene si sia privilegiato più il contenuto del j'accuse al profilo di chi l'ha fatto.
Articolo del tutto condivisibile e che conferma la tesi di chi, da molto troppo tempo, afferma che non è più l'ora di coloro che illudono con falsi ottimismi, indicando le straordinarie potenzialità dell'Italia, o di chi ritiene di ottenere consensi con la mistica del "sogno" o di un "nuovo futuro" ma che, nei fatti, continuano a rappresentare il sistema che ha portato a questa situazione o che da questo vengono sostenuti con l'idea di un cambiamento di facciata che possa mantenere tutto come è.
“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale." Roberto Orsi, London School of Economics
L’Italia ha pagato 3,4 miliardi di dollari, ossia circa la metà di quanto incasserà quest’anno con l’aumento dell’Iva, per saldare il suo debito con Morgan Stanley. Si tratta di un debito che il governo italiano ha chiuso in termini di derivati e risale agli anni ’90. Rinnovare ancora il contratto, per l’Italia, sarebbe stato anche più oneroso che chiuderlo....adesso vorremmo sapere chi e perchè della classe politica ed amministrativa ha contratto questi contratti derivati !!! se si parla di responsabilità ed equità partiamo dai nomi e cognomi di chi ha procurato questi danni alle casse dello Stato ed ai contribuenti italiani.
Il mercato non crea più ricchezza ma solo diseguaglianza. I tecnici? Ok per un breve periodo, ma la democrazia è un'altra cosa. E servono al bene comune. Parla Michael Sandel, il filosofo più ascoltato nelle università di tutto il mondo.

Rai 3, Agorà, 06-03-2012

Categoria Eventi e Media Autore News & Press Data 06 Mar 2012
Il presidente del consiglio Mario Monti intende imporre un tetto ai compensi dei manager pubblici e prendere in esame l’utilità e i costi delle consulenze. Partecipano: Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia; Francesco Barbato, deputato Idv; Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia; Stefano Cordero di Montezemolo, economista e il giornalista Sergio Rizzo.
“Se ci fosse una demarcazione netta tra le banche di investimento e le banche di credito sarebbe un bene per tutti”. Stefano Cordero di Montezemolo, Academic Director della European School of Economics e presidente di Aimba e di Projectland, interviene sulla situazione italiana e il rapporto con gli istituti di credito.
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