Una chiave di lettura dei risultati del referendum a Milano

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Una chiave di lettura dei risultati del referendum a Milano

SCdM
Pubblicato da SCdM Opinions in Economia e Potere · 10 Dicembre 2016
Tags: referendumpolitica
I sostenitori del SI e di Renzi hanno largamente sottolineato come a Milano il risultato sia stato significativamente favorevole alla riforma e hanno indicato questo dato come indicativo della capacità di Renzi di interpretare la parte più moderna e avanzata del Paese.

Se si volesse ragionare in questi termini si dovrebbe prendere in considerazione l'intera Lombardia come area economica e produttiva più avanzata d'Italia e non solo Milano che è la città dei servizi e meno espressiva dell'economia reale. In questo caso il risultato è stato largamente diverso: 55,5% al No, 44,5% al Sì.
E in effetti già nell'hinterland e provincia di Milano il risultato si ribalta: 52,6% No, 47,4% Sì.
E a questo si potrebbe aggiungere che in tutte le regioni del Nord, quelle più produttive e economicamente avanzate, ha vinto nettamente il NO, anche in quelle con governatori che si sono spesi pesantemente per il Sì: il No ha preso il 56% in Piemonte, il 61,9% in Veneto, il 61% in Friuli Venezia Giulia.

Ma tant'è, vediamo nello specifico il voto a Milano e capiamo bene il senso del voto in questa città e chi siano stati i veri paladini del Sì e di Renzi, al pari di come a Roma la nuova sinistra renziana ha vinto ai Parioli ma ha perso in tutte le periferie.
In effetti, dalla successiva figura si vede che il NO ha vinto in 4 municipi su 9 e il voto complessivo della città è fortemente influenzato dal risultato "eccezionale" (64,8% Sì - 35,2% No) del Municipio 1 (il centro della città) che è quello abitato dalle persone a più alto reddito, e soprattutto patrimonio, e che esprimono in larga parte l'élite finanziaria e professionale che ha più volte espresso il suo sostegno a Renzi anche comprando paginate del Corriere della Sera (sic !!).

Dentro a questo quadro, proprio il risultato nel Municipio 1, quello più ristretto per popolazione (tra il 30 e il 50% in meno degli altri municipi) e più omogeneo per tipologia socio-economica elevata, rispetto al dato medio della città e al risultato nazionale e regionale che merita attenzione e lo rende, dal punto di vista dell'osservazione statistica e della interpretazione politica, una vera e propria "anomalia" (una distonia statistica).
Questo dato, per la tipologia di popolazione del Municipio 1 di Milano ci deve far riflettere sulla classe dirigente del nostro paese (chi si è schierata in massa per il Sì) e di come la stessa non sia più in grado di comprendere gli umori, le tensioni e le effettive istanze della società che predende di governare ma, ormai sempre più spesso, si percepisce abbia solo voglia di "comandare" per i propri interessi, cavalcando proposte e personaggi politici che usano la retorica del cambiamento solo per garantire i propri vantaggi e privilegi ormai sempre più "elitari".





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